Pennac alla Feltrinelli Duomo

Mercoledì 31 gennaio, ore 18
libreria Feltrinelli Duomo di Milano:  incontro con Daniel Pennac e Florence Cestac. Le parole del primo e la matita della seconda hanno dato vita a Un amore esemplare (Feltrinelli Comics).

Quando era ancora un bambino, Daniel Pennac passava le vacanze a La Colle-sur-Loup, in Costa Azzurra. Sole, piante di fichi e un gran pergolato sotto il quale si gioca alla pétanque. Qui, con suo fratello Bernard, incontra per la prima volta Jean e Germaine: lui, alto e calvo, tipo airone; lei, magra, rosea e felice. Sempre di buon umore, due che intrigano per la loro gioia di vivere. Niente bambini, niente lavoro, Jean e Germaine vivono il loro amore senza intermediari, un amore sedentario, un amore esemplare.
Come spiega nell’introduzione, Pennac si è chiesto a lungo come raccontare questa storia d’amore per la vita e per i libri, così meravigliosa da sembrare inventata. Dubitava che un romanzo o un film potessero restituire Jean e Germaine come erano veramente. E poi ha pensato a Florence Cestac e alla sua impareggiabile capacità di raffigurare le persone come sono nella vita. E si sono dati appuntamento in un caffè parigino…

“Trovavo che Jean e Germaine meritassero qualcosa di meglio delle parole.” Daniel Pennac

CINA. Il “Viaggio in Occidente”: le avventure di Scimmiotto e di altri eroi

Inizia il 1 febbraio il ciclo di incontri letterari nei 9 Municipi a cura delle associazioni delle comunità internazionali presenti a Milano:

Capolavori dal Mondo

Un progetto promosso da
Ufficio Reti e Cooperazione Culturale del Comune di Milano

giovedì 1 febbraio ore 18
Biblioteca Sormani – Sala del Grechetto, via Francesco Sforza 7
CINA. Il “Viaggio in Occidente”: le avventure di Scimmiotto e di altri eroi.
con Alessandra Lavagnino e Simona Gallo
a cura di Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili

Attribuito al letterato Wu Cheng’en 吴承恩 (XVI sec.), “Viaggio in Occidente” (Xiyouji 西游记) rappresenta una pietra miliare della narrativa e un tesoro della cultura cinese.

Il romanzo è costruito attorno alle vicende del monaco buddhista Xuanzang 玄奘, che nel VII secolo intraprese un lungo pellegrinaggio dalla Cina all’India alla ricerca delle sacre scritture. Ma il vero protagonista risulta essere il compagno di viaggio Scimmiotto (Sun Wukong  孙悟空), una scimmia nata da un uovo di pietra e dotata di straordinari poteri di immortale, che si distingue per la sua astuzia, per il suo sarcasmo e per la sua incontenibile vitalità.

“Viaggio in Occidente” è un’allegoria e insieme un viaggio mistico, narrato attraverso un ricchissimo repertorio di leggende e di racconti, ma è anche – e soprattutto – una strabiliante e divertente favola in cui si intrecciano sapientemente realtà e immaginazione. Grazie alle sue innumerevoli modalità di lettura e rappresentazione, “Viaggio in Occidente” costituisce un sostanziale frammento di coscienza popolare cinese antica e contemporanea insieme.

La prof.ssa Alessandra Lavagnino (Università degli Studi di Milano) e la dott.ssa Simona Gallo (Università degli Studi di Milano) daranno voce agli elementi di classicità e di sorprendente attualità di quest’opera immortale.

 

Scarica il programma generale del ciclo di incontri:

Writers #6

La sesta edizione del Festival WRITERS torna dal 26 al 28 gennaio 2018 negli ampi spazi postindustriali dei Frigoriferi Milanesi. Avrà come tema centrale Pier Paolo Pasolini e il Sessantotto. Come sempre, ci saranno incontri con scrittori e poeti su vari altri temi anche con recital, letture di poesie e canzoni. 26-27-28 gennaio 2018 Via Giovanni Battista Piranesi, 10, 20137 Milano

http://writersfestival.it/programma/

Fino a dopo l’equinozio


Natsume Sōseki
Fino a dopo l’equinozio
Traduzione di Andrea Maurizi
Neri Pozza 2018


Keitarō è un ragazzo romantico, geneticamente insofferente alla mediocrità e con un’ardente passione per l’inusuale. Da quando ha terminato l’università, però, la vita non gli ha concesso nulla di romanzesco. Lo ha portato soltanto a recarsi a casa di sconosciuti per consegnare lettere di raccomandazione e a trascorrere, nella pensione per scapoli in cui dimora, il resto delle ore nell’indolenza più assoluta.
Nella pensione vive anche Morimoto, un uomo oltre la trentina di una magrezza impressionante e dall’occupazione misteriosa. Dice di essere stato un marito integerrimo, di aver pescato salmoni in qualche regione di Hokkaidō, di aver progettato una società per la produzione dei tappi per gli otri di sake. Da sotto i baffi trasandati narra, insomma, con estremo garbo racconti così strani da poter essere assimilati a storie di fantasmi. Quando rientra dal lavoro, inoltre, non tralascia mai di indossare un abito nuovo fiammante con la giacca dall’ampio bavero, per poi riuscire stringendo in mano uno strano bastone da passeggio di bambù, dall’impugnatura a forma di serpente con la bocca spalancata, come se stesse per inghiottire qualcosa.
Un giorno, però, Morimoto scompare all’improvviso senza pagare l’affitto della pensione, lasciando il suo bastone da passeggio là dove lo ha sempre riposto, nel portaombrelli davanti all’ingresso. Sulla scrivania della propria stanza Keitarō trova una lettera in cui l’ex bizzarro ospite della pensione lo esorta ad appropriarsene e a farne buon uso. Un consiglio che si trasforma per il ragazzo in una persecuzione tale da spingerlo a preoccuparsi della sua salute mentale.
Libro fondamentale per accostarsi alle ultime opere in prosa di Sōseki e al loro stile narrativo, Fino a dopo l’equinozio conferma la straordinaria abilità del creatore del romanzo giapponese moderno nel descrivere con delicato struggimento le passioni che tormentano l’animo umano.

Natsume Sōseki viene unanimemente considerato come il più grande scrittore del Giappone moderno, maestro riconosciuto di Tanizaki, Kawabata e Mishima. Pseudonimo di Natsume Kinnosuke, Natsume Sōseki nacque nel 1867 a Edo da un samurai di basso rango, ultimo di sei figli. Nel 1905 pubblicò il suo primo libro: Io sono un gatto (Neri Pozza 2006). Seguirono Bocchan (Il signorino, Neri Pozza 2007) nel 1906 e Sanshiro nel 1908. Morì nel 1916 a 49 anni. Tra le sue opere ricordiamo Il viandante, Erba lungo la via e i romanzi apparsi in Italia sempre nelle edizioni Neri Pozza: Guanciale d’erba, Il cuore delle cose, E poi, La porta.

Tiziano Scarpa a BASE Milano

Martedì 16 gennaio, alle 18.30 a BASE Milano, Tiziano Scarpa sarà il protagonista del reading “Tutte le parole viventi” (l’ingresso è libero fino a esaurimento posti).
L’appuntamento inaugura una road to #BookPride18, Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente, che si terrà dal 23 al 25 marzo 2018 a BASE, organizzata da ODEI / Osservatorio degli Editori Indipendenti e per la prima volta diretta da Giorgio Vasta.

“Mi sono chiesto qual è il rapporto fra le parole e gli esseri viventi: invidia, superiorità, indifferenza, imitazione? Da più di mezzo secolo mi confronto ogni giorno con questi esseri misteriosi che pullulano dentro di me, e che sento allo stesso tempo intimi ed estranei: le parole le hanno inventate i morti, ma sono la parte più viva di noi. Per questa occasione leggerò alcune storie in rima, un racconto che si svolge in un formicaio, e altri sottomondi.”
Tiziano Scarpa

Tiziano Scarpa ha scritto romanzi, poesie e testi teatrali.
Il suo nuovo romanzo è “Il cipiglio del gufo” (in uscita per Einaudi il 23 gennaio). I suoi libri più conosciuti sono “Stabat mater” (Einaudi, 2009, vincitore del Premio Strega) e “Venezia è un pesce” (Feltrinelli, 2013).

 

I pirati dei Navigli

Segnalazione:

Marco Philopat
I pirati dei Navigli
Bompiani 2017
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Una vita nella cultura underground degli anni Ottanta, una prosa velocissima che ti tuffa in pieno nel clima dell’epoca.

Dalla quarta di copertina:
Esattamente vent’anni fa usciva la prima di molte edizioni di ”Costretti a sanguinare”, febbrile resoconto dei primi anni del punk italiano narrato – o ”urlato”, come recitava il sottotitolo – da Marco Philopat, che da protagonista appassionato di quella straordinaria esperienza ne diventava così anche un prezioso testimone. Non è facile raccontare una realtà in continua ebollizione, che per sua stessa natura vive underground e vuole sfuggire a ogni categoria sociale, politica, estetica: Philopat trova la chiave per farlo con un entusiasmo trascinante, in una prosa che è una corsa a perdifiato, e riprende oggi da dove si era fermato.
Siamo nel mezzo degli anni Ottanta, Milano è infestata da yuppie e zombie televisivi, la polizia ha appena sgomberato il centro sociale Virus e un’intera stagione sembra conclusa. Ma l’incontro con un libraio illuminato, una storia d’amore sorprendente e una rivista cyberpunk sono la miscela capace di dare l’innesco a un riscatto collettivo. Dallo scantinato ribattezzato Helter Skelter – che si trasforma in un luogo per sperimentazioni artistiche e tecnologiche all’avanguardia – all’esplosivo esordio del centro sociale Cox 18, sede di forte fermento culturale a due passi dalla Darsena, i Pirati dei Navigli seminano per le vie di Milano le scintille rivoluzionarie della controcultura.
A voce alta, con il coraggio di chi porta su di sé molte cicatrici, Marco Philopat trasforma la storia che ha realmente vissuto in un romanzo ricco di episodi esilaranti, imprese incredibili e disavventure sconvolgenti. ”I pirati dei Navigli” è un viaggio in un periodo poco conosciuto della cultura underground, dal 1984 al 1989, il ritratto di una figura unica come quella di Primo Moroni, e al tempo stesso un’avventura che lascia il segno e che ci regala squarci di utopia.